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Nostra Signora del Rosario

A poca distanza dalla piazza del mercato è situata la chiesa di N. Signora del Rosario. L'edificio situato all'interno di un ampio sagrato, presenta una facciata semplice, presenta una navata unica con volta a botte e la zona del presbiterio rialzata rispetto al piano della navata. La volta è dipinta con pitture murali con storie della Vergine, mentre nelle lunetta della controfacciata figura l'immagine di S. Domenico.


La chiesa dedicata alla Vergine del Rosario è il risultato di numerosi interventi architettonici avvenuti a partire dal Seicento e continuati più decisamente nella seconda metà del Settecento (1768-1803). In origine il luogo era occupato dalla chiesa parrocchiale di S. Anastasia, dove esisteva una cappella nella quale prese crescente vigore il culto per la Vergine del Rosario. Ma trovandosi l'edificio ''fuori dalle mura'' cinquecentesche ''de la villa di Fhiniscole'', si decise di trasferire la sede della parrocchia nella chiesa di S. Giovanni, più sicura e difendibile rispetto alle incursioni saracene, e sicuramente più spaziosa e capiente per una popolazione in costante crescita. San Giovani Battista, nel 1623, con una regolare autorizzazione, divenne Patrono dell'edificio di cui oggi è titolare e la chiesa a lui dedicata divenne sede parrocchiale.

Da questo momento dovette continuare sensibilmente la devozione per S. Anastasia e contemporaneamente per la Vergine del Rosario. Rimane di difficile soluzione - in assenza di precise fonti d'archivio - capire quanto sia rimasto nell'attuale chiesa dell'antico edificio dedicato a S. Anastasia. Le manomissioni continue, come la rimozione del pavimento in ardesia, delle balaustre marmoree e gli interventi nella facciata (di gusto tardo barocco fino agli anni cinquanta) hanno portato all'assetto attuale.

All'esterno è evidente un ampio spazio nel quale era situato un antico cimitero annesso alla chiesa di S. Anastasia, che nel tempo cadde in condizioni di incivile degrado, secondo quanto racconta un documento del 1777. Nuove disposizioni igieniche emanate in epoca napoleonica portarono anche qui, come altrove in Europa nella prima metà del XIX secolo, alla decisione di un trasferimento dell'area cimiteriale in luoghi più distanti e salubri fuori dal centro abitato. All’interno di questa chiesa.

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